BATTLEFIELD
di Silvia Biagioni e Andrea Laudante
Intimo, estraneo, virginale, oggetto, etereo, frammentato, altro: il corpo femminile è il campo di battaglia di una generazione di donne che, tra gli anni ’60 e ’70, ne rivendica la riappropriazione. Battlefield è un tributo alla seconda, storica, ondata femminista. Attraverso frammenti di realtà ricostruisce un momento cruciale della storia. Il suono dà voce alle immagini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, per esplorare i diversi immaginari femminili al centro di questa lotte. Il montaggio e la musica si fondono per condurre lo spettatore in un luogo evocativo che ha a che fare con la memoria ma anche con il presente. In tal senso, Battlefield e’ un viaggio nello spazio sonoro, visivo ed emotivo.
DAL GIORNO FINCHÉ SERA
di Alessandro Gattuso e Luca Maria Baldini
Una voce ci conduce nella nebulosa dei ricordi di un uomo. Le immagini d’archivio si mescolano cercando di dar forma al passato. Momenti d’infanzia, dell’età adulta e il ricordo dell’amore per un altro uomo emergono come archeologia di una memoria scomposta e frammentata. Un’elegia personale e collettiva allo stesso tempo, in cui amarezze e gioie si compenetrano evocando un vissuto.
IO HO FISSATO IL FUOCO PER SEMPRE
di Salvatore Insana e Silvia Cignoli
Io ho fissato il fuoco per sempre è un’indagine sull’atto di guardare e di essere guardati, una storia dello sguardo (non) archiviato. È un film corale che intercetta fonti eterogenee sotto il segno comune, ma sempre diverso, dello “sguardo in macchina”, tra filmati da congressi del partito comunista, repertorio mai editato, documenti e inchieste dal Vietnam, documentari italiani sulla condizione umana nel secondo dopoguerra, frammenti dalla controcultura Usa, lungometraggi di finzione.

CI SARANNO I DRONI – UN SAGGIO PARANOICO SUL POTERE
di Giulia Valenti
Ci saranno i droni è un Documentario sperimentale, per il quale si può applicare la categoria di Saggio Paranoico, costruito da una logica non lineare e dall’intuizione.
Combinando materiali di scarto, pellicole in 16 mm, filmati a bassa risoluzione, grafiche e interviste estratti meticolosamente dal vasto patrimonio dell’AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico), CSID analizza i complessi processi di metamorfosi delle strutture di potere avvenuti nella seconda metà del XX secolo in Italia. L’opera, segmentata in tre capitoli, disegna una para-storia non lineare di istituzioni in declino, controcultura sconfitta, attori del deep state, sorveglianza onnipresente, impotenza, dottrina neoliberista e violenta privatizzazione.
DE OCCULTA IMAGINE
di Stefano P. Testa e Luca Severino
De Occulta Imagine, ovvero un breve saggio di trasmutazione alchemica delle immagini in movimento in cui si esercita l’Arte Spagirica con l’intento di estrarre lo Spirito Mercuriale dai metalli dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.
IN TUTTE LE ORE E NESSUNA
di Davide Minotti e Valeria Miracapillo
Foto indefinite, stralci di giornali e parole in frantumi raccontano la vicenda di Aslı Erdoğan, autrice turca incarcerata per le proprie idee. Nei giorni dell’esilio la sua identità evanescente è il filo attraverso cui interpretare il suo presente ed elaborare il suo passato, per poi ritrovare se stessa nella scrittura.
RE.AZIONI
di Dominic Sambucco
Re.azioni è un cortometraggio sperimentale realizzato a partire da filmati d’archivio dell’AAMOD. Il film si fonda sul dialogo fra due tipologie di immagini: documentari naturalistici dai colori vivaci e riprese in bianco e nero di mani e volti. Re.azioni è un film sulla creazione e sulla percezione che lascia però aperte molte vie di interpretazione. Oltre ai significati che ognuno può trovare, è un invito alla contemplazione, all’ascolto e al sentire.


I WILL TRY TO FIND YOU IN A NEW SYSTEM
di Gabriele Biasi e Alberto Moscone
Christian riceve d’improvviso una mail da Alex, amico d’infanzia scomparso nel nulla anni prima. Il ragazzo decide di partire alla sua ricerca attraverso i pochi indizi che ha: strani testi, foto e video dai pixel spaccati. Nel tentativo di colmare un’assenza, i due si riavvicineranno per provare a ricostruire una memoria personale perduta, attraverso dei ricordi collettivi.
LETTERA DI UN SICARIO
di Hleb Papou e Roberto Ribuoli
Dopo tanti anni Sicario ha l’occasione di rivedere Marco, il suo migliore amico. Questa volta, però, ha l’ordine di ucciderlo. Non lo vede dagli anni della Liberazione, ma è come se fossero rimasti sempre insieme. Sono due facce dello stesso paese, una rivolta al futuro, l’altra al passato. Ma il passato riemerge dall’ombra, per trascinare il futuro con sé.
N’S LAST GAME
di Desirée Alagna e Lorenzo Valdesalici
N. subisce un TSO che lo uccide: è l’epilogo dell’incontro violento con la psichiatria, che fallisce nel dargli supporto e che patologizza il suo dolore fino a renderlo l’ennesima vittima del sistema. Per congedarsi dalla vita e accettare la sua morte, N. intraprende un viaggio tra le sue memorie, accompagnato dalla voce nella sua mente.

ABADDON
di Ambra Lupini e Riccardo Tesorini
Un flusso di immagini d’archivio ricompone il volto della violenza umana: contro gli animali, contro il pianeta, contro se stessa. Abaddon è un atto di memoria e denuncia, ma anche un requiem visivo su una specie che si auto-divora. Il suono, creato appositamente, guida lo spettatore in un’esperienza sensoriale senza parole.
CACCIATORI DI URANIO
di Davide Palella e Sara Siniscalco
NIGHT BLOOMS
di Giulia Di Maggio e Giovanni di Giandomenico
Lo squillo di un telefono irrompe nella notte, mettendo in collegamento due città lontane. Ai capi della linea, due amanti condividono sogni, si confidano fragilità, rivelano paure e segreti, costruendo un racconto di desiderio e passione che prende forma in un poema visivo, lirico e ipnotico. Immagini d’archivio dai colori fortemente virati scorrono sullo schermo in un montaggio emozionale che predilige sovraimpressioni e un ritmo sincopato che alterna momenti contemplativi ad altri più concitati. Un commento sonoro nostalgico restituisce gli stati interiori delle due protagoniste, commentando i paesaggi della loro relazione a distanza con le struggenti note di un pianoforte e con i suoni stranianti provenienti dalla strada. Sogno e realtà si confondono trasformando – secondo le parole della regista – “il dialogo in una pura performance dell’immaginazione”
OSCENA
di Gaia Siria Meloni e Mattia Valentini
IN SUPERFICIE
di Gianfranco Piazza e Federico Pipia
PER FAVOR NO TE MUERAS
di Augustina Salvatori e Leda Di Piro
